martedì 18 dicembre 2012

Una certezza: per la Terza repubblica solo persone “preparate”

«Dare un senso al nostro percorso e mordere il mondo con lo sguardo di chi sa vedere lontano». Prima che di programmi, alleanze, interventi e proposte, sarebbe utile che questa campagna elettorale fosse incentrata (almeno) su una certezza comune: la capacità messa in campo da gente preparata. Per intenderci, niente più corsi di formazione per starlette o dilettanti allo sbaraglio della politica. Un dato che, scontato, non è, altrimenti non avremmo questo Porcellum, o  solo un terzo dei fondi europei spesi, o cervelli nostrani costretti alla fuga, o somari che fanno perdere al Paese il treno dello sviluppo e della green economy. Il capitale umano che il premier Mario Monti ha citato rivolgendosi agli studenti dai microfoni del Gr1 non è un tema casuale né strumentale, ma drammaticamente serio e trasversale. Perché buona parte degli errori commessi in passato hanno un nome e un cognome: mancanza di preparazione. 

Quando il Professore accenna al fatto che non è più sufficiente «enunciare per voi la speranza ed esortarvi a coltivarla», ma che «occorre organizzare la speranza, stimolare una creatività più fresca, una fantasia più liberante», punta il dito contro la mancanza di competenza: il vero nervo scoperto del panorama italiano, specialmente volgendo lo sguardo alle ultime legislature. Dove, ad esempio, hanno fatto ingresso in Parlamento non pochi soggetti paracadutati nei due emicicli romani, ma ne sono usciti docenti universitari e tecnici. Ragion per cui una chiave di lettura imprescindibile nella composizione delle future liste elettorali dovrà essere, gioco forza, la qualità e la preparazione.
Lo scrisse Benedetto Croce in un carteggio con Giovanni Laterza: «Noto in Italia una sorta di ebetudine, bisogna avere fiducia nell’avvenire e coraggio nel presente». Quel presente, oggi, si chiama qualità della nuova classe dirigente. Da perseguire con coraggio.
Fonte: Italiani quotidiano del 19/12/12

Twitter@FDepalo

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