domenica 17 aprile 2011

Barbara Ciabò: «Ma Milano è già oltre i vecchi canoni del passato»


Dal Futurista del 05/04/11

Milano è già oltre. “Oltre destra e sinistra, oltre vecchie categorie del passato. I progetti su cui si costruisce il futuro della politica italiana sono altri. E comunque sia - riflette Barbara Ciabò, da due lustri consigliera comunale a Milano, e possibile capolista alle prossime amministrative- la giunta Moratti non rappresenta nessun valore e benché meno alcuna tradizione di destra”.

Che scommessa è quella del nuovo polo a Milano?
Di saper essere alternativi ad altri interpreti, come questo centrodestra che in realtà rappresenta gli interessi esclusivamente di un piccolo gruppo di potenti. Che si comportano come se Milano fosse una proprietà privata. Con arroganza e prepotenza.

La plastica raffigurazione di ciò che avviene a Roma…
Milano è la città di Berlusconi, di Bossi, di Comunione e Liberazione. La città dei ricchi e dei potenti, degli immobiliaristi, dei costruttori. Che vedrà un nuovo piano di governo del territorio, o un grande intervento come l’Expo, accompagnato da milioni di euro che naturalmente interessano molto. E non possono essere gestiti liberamente. Siamo al centro delle logiche affaristiche che in questo momento sono tutte concentrate su questa città. Quello che avverrà in Italia nei prossimi mesi, si aprirà proprio da ciò che accadrà a Milano. Una scommessa per noi strategica, da giocarci fino in fondo. E non avremo paura.

Con quale progetto?
Non intendiamo fare da semplici testimoni, o solo far vedere che ci siamo, ma daremo il cuore per vincere.

Molti hanno definito il sindaco uscente Letizia Moratti, un ago della bilancia di una democrazia complessa, che ha governato solo con certi equilibri. Con quali ripercussioni sui dossier ancora aperti?
Il programma elettorale della Moratti non è stato attuato, tant’è che la percentuale di gradimento per lei è molto bassa. Inoltre per poter tornare a vincere avrebbe bisogno di spendere una cifra pazzesca, si parla di sessanta milioni: una scelta indicativa su che valore di legalità abbia questo Pdl. Sul fatto che venga scelta una persona per fare da capolista, il premier, nonostante sia sottoposto a processi. Per cui è una condotta emblematica, sotto tutti i punti di vista. Loro pensano di riuscire ad ottenere un risultato migliore con Berlusconi in testa alla lista, nonostante tutti i problemi che ha il Paese in questo momento. E comunque la Moratti ha una paura terribile di perdere. Quindi mette in gioco tutto quello che può: compresi quei poteri per i quali la sua politica è funzionale. Mi verrebbe da pensare, se la cifra che viene investita fosse vera, che nessuno al mondo lo faccia per senso civico. Evidentemente si concepisce anche questo mandato come un investimento. E allora quanto pensano di guadagnarci in questa operazione? Lo abbiamo espressamente chiesto al primo cittadino, per curiosità, ma non ci ha ancora risposto.

Fli come nuova avanguardia di alleanze e strategie: quanto può essere significativa, in chiave meneghina, la proposta di candidare il premio Strega Antonio Pennacchi come capolista a Latina, proprio di una lista centrosinistra e Fli?
Milano ha saputo riservare da sempre sorprese, è una città che ha già superato le vecchie categorie di destra e sinistra. Ultimamente Berlusconi ha detto una cosa simpaticissima, i fascisti ed i comunisti si sono messi d’accordo per farmi fuori. Proprio lui che rievocava il fascismo ed il comunismo. Concetti che ai milanesi non interessano più, perchè invece preferiscono l’ambiente, le strade, la vivibilità. I progetti su cui si costruisce il futuro della politica italiana sono altri, altro che queste categorie del passato. E comunque sia, questa giunta non rappresenta nessun valore e benché meno alcuna tradizione di destra. Non hanno il senso della nazione, né quello del merito, della giustizia e della legalità. Ci dicono: dobbiamo allearci con il centrodestra, ma quale centrodestra? Dov’è? Non lo vedo, non c’è. Per cui noi faremo alleanze in base ai progetti, e sceglieremo persone per bene. Questa scommessa la facciamo per vincerla, saranno gli altri poi a dover decidere con chi allearsi: è un problema che non abbiamo.

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